TRANSMATIÈRE

Patrick Dennis
Ed Horstmann
Josefin Hill
Gro Folkan
Roni Lynn Doppelt
Riitta Nelimarkka
Rossella Pezzino de Geronimo
Adriana Puppi
Julie Spencer
Nora Sanz Herman
Claudio Verganti

Opening Reception: 7 luglio 2026 | ore 18–20
Date della mostra: 2 luglio – 15 luglio 2026

ESPACE SYLVIA RIELLE
10 Place des Vosges
75004 Parigi

A cura di Stefania Carrozzini
Organizzata da MyMicroGallery Milano

MyMicroGallery è lieta di presentare Transmatière, una mostra collettiva internazionale curata da Stefania Carrozzini presso l’Espace Sylvia Rielle, situato nel cuore dello storico quartiere del Marais, in Place des Vosges a Parigi.

La mostra presenta una selezione curata di opere contemporanee — tra pittura, fotografia, installazione e mixed media — realizzate da undici artisti provenienti da Stati Uniti, Norvegia, Italia, Finlandia e Guadalupa.

Transmatière esplora la materia come spazio di trasformazione e possibilità. La mostra invita gli artisti a sperimentare, mettere in discussione e reinventare i materiali, superando i confini della forma, della sostanza e della percezione. Ogni opera diventa un dialogo in cui la materia non è più statica, ma viva, mutevole e carica di nuovi significati.

Transmatière è un invito a vedere, toccare e ripensare la materia attraverso un percorso di metamorfosi e scoperta creativa. La mostra affronta la materia come punto di partenza, sviluppandosi attraverso pittura, configurazioni spaziali e trasformazioni percettive.

Artisti provenienti da tutto il mondo si sono confrontati con questo tema riflettendo sul ruolo della materia nel nostro tempo presente. Ritornando alla materia e alle sue trasformazioni, concepiscono questa mostra come una risposta al mondo sempre più virtuale che definisce la nostra condizione contemporanea.

Questa forza — questa energia che spinge gli artisti a lavorare con la materia — ci ricorda il nostro bisogno di sentire la sostanza, perché prima di tutto possediamo un corpo. Il corpo stesso è materia, composto da atomi e particelle, e oggi più che mai abbiamo bisogno di riconnetterci con la nostra presenza fisica attraverso un incontro con la materialità.

Tradizionalmente, gli artisti hanno sempre creato a partire dalle idee: l’idea diventa materia. L’arte concettuale, per molti aspetti, è rimasta all’interno del regno dell’idea stessa. Eppure oggi sembra emergere un bisogno ancestrale di produrre e creare nuovamente attraverso la materia.

In realtà, non possiamo veramente “creare”. Solo Dio — o l’intelligenza infinita dell’universo, qualunque sia il modo in cui la si voglia definire — può creare. Ciò che gli artisti possono fare è trasformare.

Il processo di trasformazione è presente in ogni opera della mostra: dipinti, sculture, video e interventi spaziali. La realtà stessa non esiste come condizione unica, poiché ognuno di noi percepisce una realtà diversa. Per questa ragione, il tema di Transmatière è al tempo stesso filosofico e profondamente complesso.

Più ci avviciniamo alla smaterializzazione e all’esistenza virtuale, più forte diventerà il nostro bisogno di materia. Se l’intelligenza artificiale potrà un giorno essere capace di fare quasi tutto, allora il gesto umano — poetico, fisico, imperfetto — diventerà sempre più prezioso. Attraverso questo rinnovato bisogno di materia, potremo forse riscoprire ciò che è veramente umano e ciò che non lo è.