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The (Un) Real City

Maggio 15 – Giugno 12, 2009

Titolo: THE (UN)REALCITY
a cura di STEFANIA CARROZZINI
Luogo
KASIA KAY ARTS PROJECTS GALLERY CHICAGO
Dal 15 Maggio al 12 GIUGNO 2009

Inaugurazione
15 Maggio, 2009
Produzione e organizzazione
I AM. INTERNATIONAL ART MEDIA Milano – New York City – Pechino

Artisti
Barbara Bachner, Egidio Castelli, Annamaria Cimbal, David A. Parker, Pierluigi De Lutti & Stefano Reia , Qin Fengling, Antonio Massari, Pino Chimenti, Claudio Onorato, Stefano Sabà, Eugenio Vignali.

La città contemporanea non ha più limiti: sta uscendo da tempo dalle mura e si estende oltre la materialità. E’ fatta di case, strade, luoghi, ma attraverso la dimensione dello scambio dei messaggi pubblicitari, virtuali, va oltre i propri confini, si fa scenario dell’immateriale. Per una corretta comprensione dei fenomeni urbani non si può prescindere da un’analisi antropologica della società che diviene sempre più complessa e articolata.

L’ecologia è un fenomeno dinamico attivo della nuova condizione urbana. La comunicazione tra gli individui diviene il nuovo scenario con cui si deve fare i conti, l’eccesso di civilizzazione urbana, tecnologica e industriale potrà produrre degli anticorpi atti a creare una coscienza planetaria fondata sulla rivoluzione della sensibilità collettiva e individuale. Nel frattempo gli individui si mescolano facendo presagire nuove razze e rimodellamenti sociali.

Le differenze del tessuto sociale sono ancora determinanti nel definire modi e stili di vita, conflitti e contraddizioni. La metropoli si fa globale, implode ed esplode frammenti di paesaggio umano ed urbano e la dimensione immateriale dell’immagine ne stravolge il profilo storico e temporale: la città vissuta e percepita è una mappa che nessun satellite è in grado di visualizzare.

La dimensione fluida della metropoli immateriale si nutre di matrici informatiche, memorie virtuali Cyberspazi che s’intrecciano di continuo con l’esperienza del vivente.

La Città è il teatro dell’azione e dell’interazione e nella città visibile e invisibile, reale e irreale, la vita cosmopolita cresce al ritmo della diversità culturale su binari paralleli che si possono incontrare solo al ritmo della creatività, dell’estetica, del rispetto dell’ambiente e del vivente. L’evoluzione dell’essere umano non può prescindere da questa dimensione etica ed estetica, al di là dei modelli funzionali al sistema, delle logiche di controllo delle masse, e di spersonalizzazione dell’individuo.

Stefania Carrozzini

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